Ridurre "fin da piccoli" l'esposizione al video

COME LAVORARE CON I GENITORI PER RIDURRE “FIN DA PICCOLI” L’ESPOSIZIONE AL VIDEO

 

                                  

                

A.L. Mendelsohn , B.P. Dreyer, C.A. Brockmeyer et al. Randomized Controlled Trial of  Primary Care Pediatric Parenting Programs, Arch Pediatr Adolesc. Med 165:42-48,2011

Da almeno una decade ci si preoccupa dell’esposizione a tv ed altri media, in particolare da parte dei bimbi più piccoli. La preoccupazione riguarda soprattutto i bambini che, a causa di un livello socioculturale basso dei loro genitori, o per altri motivi, sono lasciati a sé stessi davanti alla tv.

Uno degli effetti negativi della presenza pervasiva della tv è quello della riduzione delle interazioni tra genitori e bambini piccoli.

Buona parte delle associazioni che rappresentano gli operatori che si occupano dell’infanzia (educatori, psicologi, pediatri ecc.) ha raccomandato e raccomanda sia di ridurre l’esposizione alla tv sia di aumentare le interazioni precoci.

Questo studio effettuato tra famiglie di basso livello socioculturale nell’area di New York e condotto in collaborazione tra psicologi e pediatri, fa parte di una serie di evidenze prodotte da uno dei tanti progetti che negli Stati Uniti si propongono di migliorare le competenze genitoriali e attraverso queste lo sviluppo infantile precoce (Bellevue Project for Early Language, Literacy and Education Success).

Gli autori sono andati a vedere in che misura due diversi interventi rivolti ai genitori dei bambini piccoli, il primo basato su una serie di incontri tra educatori e genitori comprendenti anche la visione di materiale e di video, il secondo basato solo sull’invio a casa di materiali educativi, potessero migliorare le interazioni tra i genitori e i bambini e che impatto avessero sull’esposizione alla TV.

La ricerca, dal disegno molto accurato, dimostra che almeno il primo dei due interventi è in grado di ridurre significativamente l’esposizione alla TV e che questo effetto è almeno in parte mediato da migliori e più durature interazioni tra bambini e genitori.

                                       

Conclusioni                

Lo studio porta ulteriori dati sperimentali a sostegno della importanza delle interazioni precoci e della possibilità che interventi anche relativamente semplici effettuabili nel contesto dei servizi per le cure primarie siano in grado di migliorare queste interazioni.Anche se resta abbastanza curioso per noi che si sia andati a vedere se il miglioramento della relazione potesse ridurre l’esposizione alla TV piuttosto che “accontentarsi” dell’effetto sulla relazione in sé, resta il fatto che una riduzione dell’esposizione alla TV è di per sé un obiettivo anche perché probabilmente è vantaggioso intervenire su più punti del circolo vizioso scarsa interazione-esposizione alla TV.

Per chi è il messaggio

Nel suo significato più ampio il messaggio è per tutti coloro che si preoccupano di quello che accade nei primi anni di vita, quindi a partire dai genitori fino a toccare le varie categorie professionali di operatori, fino agli amministratori ed ai politici.Il messaggio più diretto dello studio è tuttavia rivolto a quegli operatori delle cure e dei servizi primari – e qui includiamo anche i progetti rivolti al supporto alla genitorialità, non necessariamente a partire dal servizio sanitario – che possono considerare di arricchire il loro intervento con approcci simili a quelli utilizzati nello studio in questione. Tenendo conto ovviamente del fatto che lo studio ha dimostrato che il materiale educativo accompagnato da un’interazione diretta funziona, mentre il materiale educativo semplicemente fatto pervenire alle famiglie non funziona.


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Ultimo aggiornamento Martedì 29 Aprile 2014 15:53